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La droga tra i giovani

La droga tra i giovani

Ecco tutte le descrizioni delle sostanze stupefacenti e i suoi effetti collaterali!
venerdì, 16 maggio 2008

intervista sulla droga con Piera piatti

1. All'interno del film "Traffic", vincitore di 4 premi Oscar, il personaggio che presiede alla commissione antidroga si trova ad affrontare il problema di una figlia tossicodipendente. Questa situazione lo allontanerà dalle sue precedenti dichiarazioni paternalistiche fino ad arrivare all'affermazione: "dichiarare guerra alla droga è un po' come dichiarare guerra all'interno della famiglia". Secondo lei, è una frase puramente ad effetto o ha un qualche fondamento nella realtà?

Risposta

Così com'è formulata la domanda è senza senso. Se invece si vuole affermare che la famiglia di un tossicodipendente, volente o nolente è in guerra, allora la questione ha un solido fondamento che svela una realtà incontrovertibile. Perché al di là di vere, presunte, opinabili responsabilità del nucleo familiare, un figlio drogato è una bomba nella casa: cadono muri, certezze, misteri, ambizioni, complicità, progetti, finzioni, aspirazioni. E se non si decide senza cedimenti di combattere tutti insieme contro la droga e non contro il drogato la partita è persa.

 

2. Le campagne di prevenzione alla droga a cui abbiamo assistito negli ultimi anni hanno secondo lei un qualche impatto deterrente sui giovani oppure i meccanismi psicologici che si instaurano nella tossicodipendenza devono essere sciolti con altri metodi e contenuti?

Risposta

Ricordo molti anni fa la definizione di droga in Israele: "la droga è un crimine contro la società e contro se stessi". Si può fare prevenzione in un paese come il nostro? Non esiste disapprovazione generalizzata del fenomeno, politici di primo piano, giornalisti, attori, intellettuali, ecc, vantano gli spinelli della loro giovinezza, a scuola si finge di non vedere chi si addormenta sul banco e perché. Un paese dove le discoteche, considerate un benefico svago, sono notoriamente luoghi di libero scambio, dove di fronte a reati ogni giorno più violenti si tende a negare o a minimizzare il ruolo non secondario e spesso scatenante della cocaina e dove infine il Ministro della Sanità dichiara pubblicamente la sua comprensione per sostanze e assuntori. Prevenzione? Denaro sprecato!

 

3. Con quali modalità le famiglie vengono coinvolte nelle diverse terapie di recupero del tossicodipendente, e quanto hanno loro stesse bisogno di un supporto psicologico e terapeutico?

 

Risposta

La famiglia, se davvero un programma è terapeutico, ha un ruolo essenziale come riferimento e sostegno al lavoro dei terapeuti e come contenitore affettivo dei bisogni del tossicodipendente. Perché la famiglia possa assolvere il pesantissimo compito che le viene affidato, occorre dedicarle un aiuto qualificato e costante nel corso di tutta la terapia. Ai gruppi che seguono i giovani in trattamento si devono affiancare specifici gruppi di appoggio e formazione per i genitori e per le mogli e/o conviventi dei giovani.

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categoria: test, film, famiglia, guerra, intervista, genitori, progetto, realtĂ , associazione, ambizione, certezza, piera piatti, comuitĂ 


giovedì, 15 maggio 2008

San patrignano

San Patrignano è una comunità che accoglie ragazze e ragazzi con problemi di droga, senza discriminazioni ideologiche, sociali, religiose ed in modo completamente gratuito, cioè rifiutando rette e contributi economici dagli interessati, dai loro familiari e dallo Stato.

Dal 1978 ad oggi ha ospitato circa 20mila persone, offrendo loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, una solida formazione professionale, l’opportunità di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società.

Attualmente accoglie 1.800 ragazzi, la maggior parte dei quali nella struttura principale di Coriano di Rimini e gli altri nelle sedi distaccate di Trento e di Novafeltria nelle Marche. Il nucleo centrale della comunità è composto da 140 operatori volontari, cui si aggiungono 350 tra dipendenti, collaboratori e consulenti, molti dei quali ex tossicodipendenti.

Della struttura organizzativa fanno parte una Fondazione, i cui beni appartengono esclusivamente ai ragazzi di volta in volta accolti, e un consorzio che riunisce tre cooperative sociali senza scopo di lucro, attive nella formazione professionale orientata al pieno recupero e reinserimento sociale dall’emarginazione e dalla tossicodipendenza.

La comunità ospita, inoltre, 100 bambini figli di ragazzi che stanno svolgendo il percorso di recupero e di operatori, numerosi nuclei familiari e circa 30 minorenni con gravi problemi di disagio e consumo di droghe.

E’ dotata di un centro medico con 50 posti letto specializzato nelle malattie correlate alla tossicodipendenza, di un asilo, di strutture abitative, scolastiche e per lo sport, di un teatro, di oltre 53 laboratori e centri di formazione professionale, di un villaggio con 60 villette per le famiglie degli operatori e per i ragazzi che stanno ricostruendo il proprio nucleo familiare.

In questi anni, San Patrignano ha accolto moltissime persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo i loro anni di carcere in percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo.

Secondo ricerche sociologiche e tossicologiche svolte negli ultimi tredici anni dalle Università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni di ex ospiti della comunità, la percentuale di persone totalmente recuperate dopo aver completato il percorso a San Patrignano supera il 72 per cento. I fondi necessari al mantenimento dei ragazzi, al fabbisogno e alle strutture derivano, per il 50 per cento, dalle attività e dai beni e servizi prodotti secondo il principio dell’autogestione e, per il restante 50 per cento, da donazioni e contributi di privati.

Efficacia e risultati

Da circa 15 anni, San Patrignano si sottopone a periodiche ricerche scientifiche che valutano la validità del suo programma. Ciò nasce dalla convinzione che sia dovere di ogni realtà di utilità sociale dimostrare la propria efficacia, aprendosi in modo trasparente a università ed enti terzi, attraverso studi di fallow-up sociologico o con l’ausilio di tecniche tossicologiche.

Tali studi, realizzati dalle Università di Bologna, Urbino e Pavia, hanno periodicamente preso in esame ex ospiti della comunità a distanza di almeno tre anni dalla conclusione del loro percorso educativo.

Dalle ricerche, validate anche da analisi mediche retroattive, risulta che oltre il 70% delle persone in comunità, una volta concluso il programma educativo, si è completamente reinserito nella società e non fa più uso di alcun tipo di droga.



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categoria: ragazzi, carcere, formazione, ricerche, comunitĂ , san patrignano, centro mmedico


martedì, 13 maggio 2008

NARCONON: INSEGNARE AI RAGAZZI COS'E' LA DROGA

E' importante per i genitori sapere la verità sulla droga per poterne parlare con i propri figli. Siccome il soggetto delle droghe è molto specifico, abbiamo raccolto e compilato alcune verità fondamentali che saranno d'aiuto ai genitori per conoscere meglio l'argomento. Questi materiali sono basati su ricerche e scoperte, che sono le basi del programma Narconon®.
Questa pagina ha lo scopo di dare informazioni utili ed efficaci. E', in parte, frutto delle nostre osservazioni sui soggetti che hanno fatto uso di droghe e viene pubblicato per essere usato dai genitori.
Per consentire una maggiore familiarità, consigliamo ai genitori di studiare queste informazioni così da poter trattare l'argomento "droga" con i loro figli. E' molto importante, nel leggere queste pagine, non oltrepassare parole di cui non si conosce il significato. Assicuratevi di capire pienamente questi materiali.

Perché le persone usano droghe
Le persone usano droghe per sentirsi meglio. Questo è vero per ogni tipo di droga.

  • Le persone prendono analgesici quando hanno dei dolori. Gli analgesici li fanno "sentire meglio" per un po'.
  • Le persone bevono per sentirsi meglio.
  • Le persone prendono droghe di strada per sentirsi meglio.

La verità è che quando si prendono droghe per vincere la depressione o per risolvere un problema emotivo, il sollievo è molto temporaneo. In seguito la persona sta peggio di prima.
Soprattutto, molte droghe che rovinano la mente danno qualche forma di dipendenza. Dopo aver abusato di droga per un periodo di tempo il soggetto sente la necessità impellente di altra droga. Questo sia a livello fisico che mentale.
 
Negli ultimi anni si è discusso a lungo riguardo alcune tossicodipendenze ereditarie.
L'alcolismo, si è detto, qualche volta è un male di famiglia.
Comunque, non è mai stato trovato un gene connesso all'alcolismo o alla tossicodipendenza. E in ogni caso, gene o non gene una persona si droga e prende droghe per stare meglio.
La prova è che quando una persona precedentemente dipendentemente da alcoolo da altre droghe riesce a sentirsi meglio, sia in salute che mentalmente, di quanto non si sentisse abusando di queste sostanze, cessa di sentirne bisogno e non ne apprezza più gli effetti.


Si può dire che le cause di abuso di droghe e tossicodipendenza sono tutte quelle che in qualche modo fanno star male una persona.
Le droghe sono considerate di valore per chi le usa perché in qualche modo, producono alcuni effetti indesiderati.
Le persone che abitualmente fanno uso di droghe o alcool, li assumono per "risolvere" sensazioni indesiderate, dolori, stati emotivi quali afflizione, collera o apatia. La persona pensa che la droga o l'alcool sia la cura a questi stati d'animo indesiderati.


Per capire perché qualcuno comincia ad usare droghe bisogna capire cosa non andava prima che la persona cominciasse.
Molte cose possono far star male una persona.
Per esempio, nella società contemporanea del "fast food" (cibo veloce), molte persone non si nutrono correttamente. Molti probabilmente cominciano a fare uso di droghe perché sentono male a causa della mancanza di un'alimentazione corretta.


Le droghe creano una deficienza di vitamine e minerali, così quando uno comincia ad assumerne sta sempre peggio, se non continua a prenderne. Quando l'effetto della droga finisce, qualsiasi dolore o disagio avesse la persona prima di usarla, può diventare più intenso. La risposta è prendere più droga. L'ossessione al continuo uso di droga blocca il desiderio di riuscire a liberarsi da sensazioni indesiderate e dal dolore.

Si è visto che ogni tossicodipendente non vuole essere in quella condizione, ma continua sia per la paura del dolore sia per mancanza di aiuto nel suo ambiente.

Le droghe sembrano "la soluzione" ad altri problemi. Queste vengono usate per alleviare sofferenze o problemi, qualsiasi beneficio temporaneo che procurano, provocano alla persona mentalmente e fisicamente un effetto negativo perché non risolvono niente.
Allo stesso tempo, creano danni alla persona.

 

 

 


postato da svendelija alle ore 14:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: polizia, guardia di finanza, san patrignano


martedì, 13 maggio 2008

Ci sono tanti slogan in città per combattere il problema contra la droga!!!!!Aiuta anche tu a fare capire alla gente che fa male ed aiutare fli altri ad uscirne!!!!!!!!!!!!!!

postato da svendelija alle ore 14:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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